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Dimostrazione nota

La radice quadrata di 2 è un numero irrazionale nota ossia un numero che non si può esprimere in forma di frazione (a / b con a e b numeri interi). Questa proposizione nota può essere dimostrata nota utilizzando il metodo della dimostrazione per assurdo: si presuppone vera l'affermazione contraria (la radice quadrata di 2 può essere espressa da una frazione) e si mostra che questa porta ad una contraddizione.
Per comprendere alcuni passaggi di questa dimostrazione occorre tener presente che:

un qualsiasi numero naturale moltiplicato per 2 produce un numero pari (a);
un numero naturale pari n può essere rappresentato come n = 2 · k, con k numero naturale (a1); nota
se il quadrato di un numero n è pari anche n è pari (b);
una frazione può essere ridotta ai minimi termini nota con un numero finito di passaggi (c).
in Logica matematica se un proposizione P è vera la sua negazione è falsa e viceversa

Partiamo con la dimostrazione.

D01 Consideriamo la proposizione "la radice quadrata di 2 non può espressa da una frazione" (P1) e la sua negazione "la radice quadrata di 2 può essere espressa da una frazione" (P2).Incominciamo la dimostrazione affermando che la P2 è vera (inizia la dimostrazione per assurdo).
Se la radice quadrata di 2 si può esprimere come frazione allora scriviamo
 
  (1)
  dove m/n è una frazione ridotta ai minimi termini (dove m e n sono numeri naturali primi tra loro per cui non possono essere entrambi pari) che rappresenta il risultato dell'estrazione della radice quadrata di 2 per cui...
D02 ... elevando al quadrato m fratto n si deve ottenere 2 nota, ossia
 
  (2)
  Da questa eguaglianza si ottiene che
  (3) m2 = 2 ·n2 nota
  per cui m2 è pari (per la premessa a ) e anche m è pari (per la premessa b ).
D03 Essendo m pari allora può essere ottenuto moltiplicando per 2 un numero naturale k (premessa a1) ossia
  m = 2 · k e m2 = (2 · k)2 da cui
  (4) m2 = 4 · k2
D04 Sostituendo m2 nella (3) con il valore trovato nella (4) otteniamo
  4 · k2 = 2 ·n2
  Le proprietà delle eguaglianze nota ci permettono di dividere entrambi i membri per 2 ottenendo
  2 · k2 = n2
  Questo ci porta a concludere che anche n2 (premessa a) è pari e, quindi, anche n.
D05 In D01 avevamo però affermato che m e n erano primi tra loro, per cui non possono essere entrambi pari: abbiamo una contraddizione con l'ipotesi di partenza (P2) per cui P2 è falsa.
In logica se una proposizione è falsa la sua negazione è vera per cui è vera la P1 (la radice quadrata di 2 non può espressa da una frazione).
 

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Questa dimostrazione (che in questa scheda è data adoperando il linguaggio matematico moderno) è dovuta ad Euclide, matematico greco vissuto attorno al 300 a.C. ad Alessandria d’Egitto, uno dei massimi centri della vita commerciale e intellettuale dell’antichità, nel quale istituzioni come la Biblioteca e il Museo custodivano manoscritti provenienti da tutte le parti del mondo.
Non si conosce molto della vita di Euclide ma le sue opere, in particolare gli Elementi, costituiscono un contributo fondamentale alle conoscenze matematiche.
Gli Elementi furono il testo guida della Matematica per numerosi secoli e, ancora oggi, una parte della geometria si basa su quest'opera.
Euclide fonda tutta la conoscenza geometrica su cinque assiomi (proposizioni considerate comuque vere) e da questi fa discendere tutte le altre affermazioni della geometria (i teoremi).
L’opera comincia con le definizioni di punto, retta e circonferenza, poi vengono introdotti i cinque postulati i quali affermano che:

  1. si può tracciare una linea retta da un punto qualsiasi ad un altro punto qualsiasi;
  2. si può prolungare una linea retta finita da entrambe le parti;
  3. si può disegnare una circonferenza con centro e raggio qualsiasi;
  4. tutti gli angoli retti sono congruenti;
  5. Se una linea retta, incidente su altre due linee rette, rende gli angoli interni da una stessa parte maggiori di due angoli retti, allora, prolungando indefinitamente le due linee rette, esse si incontreranno dalla parte in cui gli angoli formati dalla retta incidente risultano minori di due angoli retti.
Il quinto postulato è conosciuto sotto un'altra forma: "per un punto passa una ed una sola retta parallela a una retta data".
Gli Elementi sono divisi in 15 libri di cui i primi 13 composti da Euclide e i rimanenti 2 da altri autori.
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I numeri razionali (insieme Q) sono quei numeri che possono essere rappresentati come frazioni come per esempio 3/7 e rappresentano il quoziente esatto di una divisione per esempio 3 : 4 = 3/4 o 12 : 8 = 12/8 = 3/4.
Esistono numeri che non si possono rappresentare in questo modo e vengono detti numeri irrazionali.
I numeri razionali e gli irrazionali costituiscono l'insieme dei numeri reali (insieme R)

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Una proposizione Ŕ una frase che possiede un valore di veritÓ (vedi scheda Proposizione): vero o falso.
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In matematica, una dimostrazione è un ragionamento che permette, a partire da certi assiomi (proposizioni che si considerano vere), di stabilire che un'asserzione è necessariamente vera. L'affermazione che viene dimostrata si chiama teorema.
Una volta dimostrato, il teorema può essere utilizzato come base per dimostrare altre asserzioni.
Esistono varie tecniche di dimostrazione tra cui quella per assurdo: con questa metodologia, se si vuole dimostrare che una certa proprietà p è vera, si parte con il prendere come vera la negazione della proprietà p e si arriva, con una serie di ragionamenti, a mostrare che questo porta ad una contraddizione per cui p è vera.
Un'asserzione che è supposta vera ma che non è stata ancora dimostrata è chiamata congettura.

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Esempi: 8 = 4 · 2; 14 = 7 · 2; ecc
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Ricorda che una frazione si riduce ai minimi termini dividendo numeratore e denominatore per uno stesso numero fino a che essi diventano primi tra loro ossia che non hanno divisori in comune tranne 1.
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Ricorda che la radice quadrata è l'operazione inversa all'elevamento al quadrato. Per esempio 4 è la radice quadrata di 16 perchè 42 = 16 e 3 / 4 è la radice quadrata di 9 / 16 perchè
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Ricorda che per cui si può scrivere m2 : n2 = 2 per cui m2 = 2 · n2 (rammenta che per controllare che il risultato di una divisione esatta sia corretto lo si moltiplica per il divisore per vedere se si ottiene il dividendo)
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Ricorda che le eguaglianze sono scritture del tipo a = b che sono vere solo se a è identico a b (per esempio 3 = 7 - 4; a 4 = a2 · a2). Vengono chiamati membri dell'uguaglianza ciò che si trova da parti opposte dell'uguale e termini i singoli componenti.
Esse hanno queste proprietà:
Sommando o sottraendo ad entrambi i membri di un eguaglianza lo stesso valore si ottiene un'eguaglianza.
Esempio: se a  3 + 4 = 5 +2 aggiungo 2 ottengo a  3 + 4 + 2 = 5 + 2 + 2  ossia 9 = 9
Moltiplicando o dividendo per uno stesso numero tutti i termini di un'eguaglianza si ottiene ancora un'eguaglianza.
Esempio: se divido per 2 i termini di 6 + 4 = 8 + 2 ottengo (6:2) + (4:2)  = (8:2) + (2:2) ossia 3 + 2 = 4 + 1.
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La radice quadrata di 2 è un numero irrazionale
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